di Erick Jara — Head of AI & Senior AI Engineer | Fondatore di Nuovi Italiani
Il Comune di Milano gestisce un bilancio di previsione che supera i 4 miliardi di euro l’anno. Parliamo di risorse enormi destinate ai servizi, agli investimenti e alla cura delle nostre strade. Davanti a queste cifre, la domanda che mi pongo spesso, e che credo si faccia chiunque paghi le tasse in questa città, è molto semplice: sappiamo davvero come viene speso ogni singolo euro nel nostro quartiere?
La risposta ufficiale delle istituzioni è che i dati sono già pubblici. Ed è tecnicamente vero. Abbiamo il portale dati.comune.milano.it che offre decine di dataset scaricabili in formati come CSV o JSON.
Ma diciamoci la verità. Pubblicare migliaia di righe di codice o fogli di calcolo incomprensibili per chi non fa il programmatore non è trasparenza. È un adempimento burocratico. Serve agli enti pubblici per superare i controlli normativi del D.Lgs. 33/2013 ed evitare le multe dell’ANAC, non per informare le persone. Questa la chiamo “trasparenza passiva”.
Dal dato grezzo al controllo democratico: La “Casa di Vetro”
Il Pragmatismo Civico che portiamo avanti con Nuovi Italiani ribalta esattamente questo schema. Vogliamo usare la Civic Tech (la tecnologia al servizio dei cittadini) per trasformare i singoli Municipi in una vera e propria “Casa di Vetro”.
La nostra proposta è costruire un Cruscotto Civico Interattivo. Un’interfaccia pubblica, semplicissima da usare da smartphone, dove ogni cittadino possa:
- Tracciare i cantieri: vedere su una mappa interattiva chi sta facendo i lavori, quando iniziano e quando finiscono.
- Monitorare i fondi: seguire l’impiego esatto delle risorse del Documento Unico di Programmazione (DUP) e del bilancio partecipativo.
- Misurare l’impatto reale: valutare se quei soldi hanno effettivamente migliorato il traffico o la sicurezza in un determinato incrocio.
Dagli slogan elettorali all’ingegneria dei dati
A ogni elezione sentiamo parlare di rivoluzione digitale, ma poi tutto si ferma perché i vecchi sistemi informatici comunali non dialogano tra loro.
Faccio l’ingegnere, mi occupo di Intelligenza Artificiale e disegno architetture dati per le aziende. Creare ponti sicuri tra vecchi database e interfacce moderne, chiare e intelligenti, è il mio pane quotidiano nel settore privato. Possiamo e dobbiamo applicare lo stesso identico rigore ingegneristico alla cosa pubblica. Implementare algoritmi in grado di leggere in tempo reale la spesa pubblica e tradurla in grafici comprensibili a tutti è tecnologicamente possibile già oggi. Servono solo le competenze per farlo e la volontà politica di non nascondersi dietro la burocrazia.
Restituire il controllo ai cittadini non significa chiamarli a votare ogni cinque anni e poi sparire. Significa dare loro gli strumenti per partecipare ogni singolo giorno.
Le vecchie ideologie non riparano le buche e non illuminano le strade. La tecnologia e la trasparenza sì.
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Fonti e Riferimenti metodologici
- Bilancio del Comune di Milano: Dati basati sui Documenti Unici di Programmazione (DUP) e sui Bilanci di Previsione annuali.
- Open Data: Portale ufficiale dati.comune.milano.it per la consultazione dei dataset comunali.
- Normativa Trasparenza PA: Obblighi di pubblicità regolati dal D.Lgs. 33/2013 (monitoraggio ANAC).
